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by Patrizio Galiani

Tutti ai propri posti

Il nostro Paese é ormai travolto da una crisi, non solo economica, ma di valori, di identità  e dunque, anche di professionalità.
Tagliando trasversalmente tutti i settori questa crisi colpisce anche l’ambiente della ristorazione causando fallimenti continui e disservizi ai clienti.
I veri esperti, conoscendo il mestiere, evitano di imbarcarsi in avventure catastrofiche e così  si trovano a dover lavorare per incompetenti gestori che innondano le giornate con consigli inutili e fastidiose lamentele che a nulla possano servire.
I clienti si accorgono che il livello della cucina, il livello del servizio e i prezzi dei piatti sono assolutamente sproporzionati, ma assuefatti dalla mediocrità  che li circonda non intendono neanche più lamentarsi, si riducono ad aspettare che qualcuno in grado di farli star bene si decida ad ospitarli nella sua cattedrale nel deserto.
Chiaramente tra i tanti difetti di questi convintissimi imprenditori dell’intrattenimento non può  mancare la superbia…proprio l’altro giorno mi trovavo a sostenere una discussione sull’organizzazione del lavoro in cucina con una pseudo-cuoca convinta che il fallimento del suo ristorante fosse solo colpa del breve avviamento: i soli tre anni non potevano certo bastare.
Come lei molti altri imprenditori navigano in cattive acque e anziché preoccuparsi della rinascita della propria attività conducono battaglie contro quei mulini a vento che sarebbero responsabili delle loro disgrazie. Per fortuna qualche coraggioso e capace operatore ogni tanto si decide ad aprire la propria attività e ci consente di assaggiare ottime pietanze, servite con decenza e abbinate al giusto vino.
Era già difficile trovare fra i cuochi chi sapesse fare veramente con dignità questo mestiere, é ora quasi impossibile trovarlo tra gli avventurieri dei fornelli. Non dico che sia sbagliato provarci o darsi da fare, ma che si faccia almeno riconoscendo i propri limiti e rispettando chi in questo lavoro ci crede davvero.
Per fortuna la speranza muore anche dopo l’incompetenza e quindi non ci rimane che attendere una rinascita che porti alla fine di questa crisi e alla giusta ricollocazione dei vari ruoli. Ce lo auguriamo per i clienti: affamati, per i professionisti: stanchi e per la scena della ristorazione: stremata.

Patrizio Galiani

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Un commento su “Tutti ai propri posti

  1. vania
    dicembre 21, 2011

    PIENAMENTE D’ACCORDO!!! ci battiamo per risollevare le sorti della ristorazione quando poi ci troviamo di fronte personaggi che pensano che per essere cuochi o ristoratori basta avere i soldi per aprire un locale,solo perchè ormai cucinano tutti,ma non tutti sono cuochi!!!Trovo meraviglioso che molte persone si avvicinino a quella che per me che lo faccio per lavoro,ma con assoluta passione,è un’arte,e,lo è anche se si cuoce un uovo al tegamino,però cerchiamo di mantenere un profilo di alta professionalità nei ristoranti perchè questo va a vantaggio di tutti esercenti e avventori,poi per il resto spiattelliamo cuciniamo creiamo in allegre brigate per divertirci e soddisfare la creatività,ma non giochiamo con la professionalità.

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Questa voce è stata pubblicata il dicembre 21, 2011 da in Cucina a 360°.
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